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FAMILY DAY - NOI...NEOCATECUMENALI12 maggio - ROMA [...] Ma in una piazza che vede la presenza imponente delle comunità del Cammino Neocatecumenale, tutte fornite di regolare manifesto con tanto di icona e nome della parrocchia di riferimento, il vero urlo da stadio non poteva arrivare se non per Kiko Arguello, l’iniziatore di questo itinerario di formazione cristiana vissuto in piccole comunità a livello parrocchiale: chitarra al collo, si presenta sul palco insieme agli altri due responsabili, Carmen Hernandez e padre Mario Pezzi, ed è un vero e proprio boato fatto di inni e canti. “Siete venuti per gratitudine a Gesù Cristo”, dice nel suo italiano spagnoleggiante immune a tanti anni di confidenza con la lingua italiana, prima di avventurarsi nel ricordo delle nozze di Cana e rammentare a tutti che solo Cristo porta il vino nuovo dell’amore. “Dio è amore, è Lui che ha voluto il sacramento del matrimonio: Cristo ha dato alle nostre famiglie un destino eterno e glorioso, è per questo che siamo qui, non per andare contro qualcuno”. Se c’è un motivo per il quale le famiglie dei neocatecumenali sono conosciute è proprio per il grande ‘affollamento domestico’ che vivono, e Kiko le ricorda con gioia, le “tante famiglie qui fra di voi che hanno otto, dieci, dodici, quindici figli”: “doni del Signore” da accogliere come segno del suo amore, segno dell’amore di “Cristo che ha battuto la morte”. Dunque, l’invito a “ricostruire la famiglia”, a trovare il riscatto per le tante “coppie distrutte” che generano nei figli “ferite intense e spaccature che hanno ferito i loro cuori. Immancabile il canto, uno dei tratti distintivi dell’essere e dell’esprimersi pubblico dei neocatecumenali: in 100mila (tanti ne stima presenti Arguello, e se il totale delle presenze supera davvero il milione allora certamente sbaglia, ma solo per difetto) lo accompagnano voce e chitarra in “Risuscitò”, inno alla Resurrezione. E piazza San Giovanni canta: “Ri – su – sci – tò! Ri – su – sci –tò! Alle – lu – ja! Alle – lu – ja!”. Quando scende dal palco (i cinque minuti previsti in scaletta per lui sono stati abbondantemente superati, ma davvero, con di fronte una piazza così, non si poteva fare altrimenti) per il fondatore del Cammino Neocatecumenale una rapida intervista e poi saluti a destra e a sinistra, con giovani e meno giovani che dalle transenne urlano, salutano, si sbracciano, sorridono, scattano foto con i cellulari e con tutto ciò che possa servire a portarne a casa un’immagine. Perfino gli uomini della sicurezza, in abito e occhiali neri, sono sorpresi da tanto entusiasmo: “Ma chi è quello?”, chiedono spaesati. “E’ Kiko!”, rispondiamo. “Chicco chi?”, ribattono ancor più disorientati. Ok, d’accordo: il signore che ha cantato dal palco, il fondatore del Cammino Neocatecumenale. “Ah! Però!”, e si allontanano, con l’aria di chi non avrebbe mai immaginato tanto entusiasmo per quel tipo con la chitarra che sul palco cantava “Alleluja”.
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